Crisi Nuova Terni industrie chimiche

Nuova Terni industrie chimiche, un futuro che preoccupa: istituzioni a caccia di una strategia di salvataggio che contrasti il disimpegno della multinazionale.
Si è tenuto ieri mattina, a Palazzo Gazzoli, un incontro fra istituzioni e sindacati per analizzare le problematiche relative alla Terni industrie chimiche.
Erano presenti il Presidente della Provincia di Terni, Andrea Cavicchioli, l’assessore regionale alle Attività produttive, Mario Giovannetti, il sindaco di Narni, Stefano Bigaroni, le segreterie di categoria dei sindacati e la Rsu di fabbrica.
Nel corso dell’incontro è stato espresso un giudizio negativo rispetto all’atteggiamento della Yara che, secondo il parere unanime dei soggetti presenti, è venuta meno agli impegni assunti con le organizzazioni sindacali nazionali rispetto al sito di Nera Montoro, in quanto anche le ipotesi di riconversione a suo tempo indicate dalla società non hanno trovato conferma operativa.
Istituzioni e sindacati ritengono quindi inaccettabile il disimpegno della Yara e in questo senso proporranno l’attivazione di un confronto con il Governo, la multinazionale e i sindacati locali e nazionali, con il coinvolgimento dell’Eni, per individuare soluzioni operative certe per la Tic, con la consapevolezza che è in gioco non solo l’azienda ma la tenuta stessa del sito integrato di Nera Montoro che, peraltro, ha prospettive di notevole interesse considerando i positivi fattori localizzativi derivanti dalle infrastrutture e da aree vocate a insediamenti produttivi di qualità. Le istituzioni, nei prossimi giorni, formalizzeranno l’iniziativa sulla quale hanno trovato convergenza durante l’incontro di ieri mattina e attiveranno ulteriori contatti per supportare il percorso.
Durante la riunione, inoltre, è stato affrontato il problema dell’approvvigionamento energetico in generale ed in questo contesto si è analizzata la questione relativa alle varie aziende del polo chimico nanrese, in particolare l’Alcantara, e si è convenuto sulla necessità di una verifica, da porre in essere in tempi brevi, tenendo conto anche del nuovo scenario derivante dalla mancata realizzazione della centrale da 400 megawatt da parte della Thyssenkrupp-Ast nell’area denominata Treie, che consente di delineare una nuova programmazione che possa dare risposte alle aziende energivore che si impegnano concretamente in questo settore e nel territorio.

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