Anello, bufera sull’esito delle urne

Un'accesa scia di polemiche aleggia per le vie cittadine e si infuoca sempre di più. Il dopo elezioni della Corsa all'anello si sta rivelando un turbinio di malumori, che in molti casi superano di gran lunga gli entusiasmi; e mentre i comitati dei terzieri cominciano a parlare delle cariche che ogni eletto dovrà ricoprire, dall'altra parte gli esclusi lanciano fuochi d'artificio.
In città si parla molto di più di coloro che sono stati fatti fuori, piuttosto che di coloro che sono stati eletti, e anche in quest'ultimo caso le polemiche non mancano.
Ma procediamo con ordine. Il terziere di Mezule sembra (anche se forse all'apparenza) il più tranquillo, e nonostante le esclusioni di nomi storici - come Piero Bonifazi, Franca Fiaschini e Maria Vittoria Rossi - e l'aleggiare di voci che indicano le solite "liste sottobanco" e le cosiddette cordate, che hanno fatto in modo di pilotare qualche taglio e di far prendere forse voti in meno a qualche membro, tutto rientra nella normalità.
Il capopriore dovrebbe rimanere Marco De Arcangelis, mentre i nomi più papabili per la carica di priore dovrebbero essere quello di Cesare Antonini e di Gabriele Chieruzzi.
A Fraporta, invece, la situazione non è per niente tranquilla. L'esclusione di una fetta importante del passato direttivo rossoblù - con la mancata elezione di Federico Montesi che ricopriva il ruolo di priore, di Enrico Cioni che aveva la responsabilità amministrativa, e di Alessandro Cioni che gestiva la scuderia - hanno portato alla luce riflessioni e polemiche che non si placheranno facilmente.
Scelta per un sistema che non funzionava o precisa volontà di "tagliare le gambe" a qualcuno? Anche in questo caso, si parla di cordate e di campagne elettorali segrete; e se a tutto ciò si aggiunge l'esclusione di Federico Sernicola (che gestiva il Cantinone) e le probabili dimissioni di Marisa Mercorelli (che stava a capo della taverna rossoblù) la domanda sorge spontanea: chi gestirà nei prossimi tre anni il gravoso settore osterie a Fraporta? Per quanto riguarda i vertici anche qui sembra tutto deciso, con la nomina a capopriore di Umberto Di Loreto.
Indecisione, invece, sul priore, anche se i nomi più papabili sono quelli di Sascha Manuel Proietti, Alessandro Bartoli e Giovanni Cipiccia.
Anche a Santa Maria non tira un buon vento. Se da una parte sono ormai sicuri i nomi del capopriore e del priore, rispettivamente Massimo Posati e Maurizio Venturini, non sono mancate le polemiche dei grandi esclusi.
Amarezza per Saffo Roscini, da sempre nel comitato arancioviola, ma primo dei non eletti, che potrebbe entrare di conseguenza alla nomina sicura per l'Ente Corsa all'anello di Patrizia Nannini, che così lascerebbe il suo posto in comitato.
Ma la vera bomba esplosa è l'eliminazione di Francesco Cabiati e di Massimiliano Cinque, che hanno preso una manciata di voti ciascuno.
Il primo era addirittura uno dei papabili capopriore e il secondo, dopo lunghi anni di militanza nel terziere, sembrava avere senza problemi in tasca l'elezione.
Anche in questo caso si parla di
"tradimenti, liste e contro campagne elettorali."
Insomma, la giostra delle polemiche gira vertiginosamente e, in attesa dell'assegnazione delle cariche, si continua a parlare.
Non dimenticando che a breve avrà luogo l'elezione dei responsabili dell'Ente Corsa. E allora scoppieranno nuove bombe.

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