Stamattina, alle 11, a Narni arriva la troupe televisiva di Gabriele Flamma di Tg2 Costume&Società. Obiettivo fare un servizio sulle Gole del Nera e sulla possibilità di trasformare il vecchio percorso della ferrovia in percorso ciclo-pedo-equestre turistico e funzionale alla mobilità alternativa secondo la logica della greenways.
Le tappe del reportage già studiate da redazione e autori del secondo canale, saranno Ponte d'Augusto e Stifone (con la presenza di Giulio Cesare Gabolini addetto della Legambiente Narni).
"L'opportunità ci viene offerta grazie al rapporto di collaborazione e di amicizia con Albano Marcarini e con Comodo che ha suggerito Narni per il servizio del Tg2 e grazie anche alla sollecitazione della nostra presidente Alessandra Paciotto"
, comunicano dal Circolo Legambiente Narni.
"Inutile dire che è una formidabile occasione di promuovere e valorizzare le nostre proposte per l'area in contrapposizione con altre ipotesi su cui non mi dilungo - proseguono dal circolo - chi può venire, magari in bicicletta, potrebbe aiutare a migliorare le riprese e si garantisce la presenza video nella trasmissione che verrà trasmessa sulla tv nazionale."
Che fine farà quindi quella parte del territorio narnese? Qualche mese fa su un sito intenet apparve la notizia, data praticamente per certa, che quell'area sarebbe diventata un crash test per la società che gestisce la rete ferroviaria metropolitana di Roma.
Accordo dato per scontato dai diretti interessati che facevano forza sull'amministrazione comunale contando sulla zona per portare avanti la costruzione di nuove macchine da testare e quindi da immettere nella rete metropolitana della Capitale.
Poche settimane prima il sindaco Bigaroni aveva lasciato aperte tutte le porte. Dalle piste ciclabili ai crash test. Legambiente, portando sul posto la troupe de Tg2, mette un fermo importante a qualsiasi processo di mutazione dei progetti ecologici che riguardavano l'area.
Ma c'è il rischio che si porti sulle reti nazionali un'area che tra qualche mese potrebbe diventare l'opposto.
Al di là delle ipotesi future e futuribili è chiaro che nessuno scambierebbe il rumore assordante dei treni che si scontrano con il fruscio piacevole dei raggi delle mountain bike.
Ci sono sempre di mezzo i soldi, però. E visti i tempi di crisi non è escluso che alla fine si ceda e per qualche denaro tradire le logiche ambientalistiche che un territorio martoriato dall'inquinamento come quello narnese dovrebbe tutelare e incentivare.

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