É tempo di bilanci e commenti sulla quarantunesima edizione della Corsa all'Anello, conclusasi domenica scorsa al campo de li giochi con la vittoria del terziere di Santa Maria.
In generale è stata una festa un po' sottotono, con tante presenze che hanno rimpinguato le casse delle osterie, ma a volte insufficiente nell'offerta e negli eventi.
Il salto di qualità che si attende ormai da anni tarda ad arrivare e complice la negativa congiuntura economica e qualche episodio di disorganizzazione hanno fatto in modo che la Corsa all'Anello 2009 fosse, come si usa dire "senza infamia e senza lode", una delle tante feste di passaggio che aspettano il definitivo decollo.
Non ci sono polemiche precise da evidenziare ma una complessività che ha presentato qualche lacuna da colmare.
Si spera così che le critiche, soprattutto quelle costruttive, che hanno accompagnato la festa vengano assimilate dagli organizzatori per migliorare e lavorare alla prossima edizione della Corsa aggiustando il tiro sulle mancanze e sugli sbagli e rimarcando e potenziando gli aspetti positivi che possono far grande la festa cittadina.
Ma passiamo alla gara equestre che, come non succedeva da anni, non ha lasciato la lunga scia di consuete polemiche dal momento che si è svolta in maniera tranquilla e senza ricorsi, consegnando l'anello d'argento a chi fondamentalmente se lo meritava.
Ci sono da fare però delle considerazioni sui tre terzieri che hanno presentato realtà diverse. Partiamo proprio dalla vincitrice Santa Maria che con 215 punti ha portato a casa l'ambito palio atteso da tre anni, dimostrando maestria e sangue freddo.
Nessuno dei cavalieri arancio viola ha portato a casa i tre anelli della tornata ma sia Emilio Dominici che Diego Cipiccia che Fabrizio Vignoli hanno saputo condurre una corsa equilibrata e dignitosa, senza strafare ma dimostrando di conoscere bene la Corsa e di sapere come muoversi orchestrati da quel Moreno Pica (responsabile della scuderia) che ha saputo creare un bel gruppo e che, tra lo stupore di tutto lo stadio, guardava negli occhi i cavalli "ipnotizzandoli".
Il terziere di Mezule, che aveva vinto per tre anni, ha dimostrato di avere un gruppo di cavalieri ben compatto che sa dare il cuore per il vessillo bianconero e che ha dimostrato coraggio e capacità soprattutto nell'ultima tornata con l'en - plein dell'immenso Federico Scatolini su Sopran Rodan.
I problemi, a questo punto, invece, sono soprattutto a Fraporta, uscita per terza tra l'amarezza dei contradaioli e qualche fischio.
I due fuoriclasse ingaggiati Scattolini e Veneri non si sono rivelati all'altezza delle aspettative conducendo una corsa appannata ed Andrea Leonardi ha portato a casa soltanto 45 punti.
Fondamentalmente non si nota neanche il gruppo che invece brilla a Santa Maria e a Mezule e senza dubbio se il terziere rossoblù vorrà tornare a vincere l'anello dovrà cambiare rotta.
Ormai questo è palese ed è richiesto a gran voce dai contradaioli che amano il terziere.

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