Discarica abusiva in zona Testaccio di Narni

Almeno duecento pneumatici di automobili, un tappeto lungo i bordi della strada che dalla Flaminia si inerpica per arrivare al ripetitore della Comunità Montana, vicino alla madonna Scoperta, nella zona di Testaccio di Narni. E si vede che l'operazione è stata svolta in più volte, che chi ha avuto l'idea c'è poi ritornato visto che nessuno aveva protestato.
Ora la valletta e quasi piena di caucciù e fili d'acciaio. Il tutto il un ambiente idilliaco, fatto di macchia mediterranea, lecci e pini. L'odore tipico delle gomme si sente dal bordo della strada ed è stato proprio quello a mettere sull'avviso gli uomini della protezione civile, impegnati nei controlli antincendio tutti i giorni. Immediatamente è partita una denunzia alla Guardia Forestale, che ha subito aperto un fascicolo appropriato per cercare di capire quale sia stata la provenienza delle gomme.
"Uno scempio - sostiene Roberta Isidori, l'assessore all'ambiente del Comune di Narni - uno scempio in piena regola che costerà, tra l'altro, moltissimo alle casse del Comune."
Perché, intanto proprio l'amministrazione, tramite la sua controllata Asit, dovrà provvedere alla rimozione, con personale e mezzi, ed inoltre sarà a suo carico, ovviamente, provvedere allo smaltimento in una discarica autorizzata.
Costo dell'operazione? Non basteranno 15.000 euro, che pagheranno nella bolletta tutti i narnesi! Massima tempestività per evitare che l'autore della discarica possa anche passare all'incendio per distruggere tutte le prove.
E la segnalazione delle gomme scaricate fa il paio con un'altra, pervenuta direttamente all'assessore Isidori, di una discarica abusiva in via della Cantinaccia, dalle parti di San Cassiano, sempre con prevalenza di pneumatici consumati.
Anche lì un intervento previsto tra qualche giorno per rimuovere lo scempio e ridare un aspetto decente nella strada che arriva sino all'abbazia.
L'unica difesa potrebbero essere le contravvenzioni e le indagini attente: pare che il sindaco Stefano Bigaroni, dopo tanti tentennamenti, si sia lasciato convincere a dare il blocchetto delle multe al personale dell'Asit, che è stato addestrato nel rilevare le mancanze in questo settore con corsi approfonditi:
"Dovrebbe partire ad ottobre questo tipo di controllo - si augura Giorgio Liberati, il presidente dimissionario dell'Asit - è la nostra unica arma: il controllo e l'indagine.
Perché qualche segno di chi inquina inevitabilmente rimane e non sempre è impossibile risalirvi."
Gli agenti ecologi addestrati sono una quindicina ed hanno la stessa base volontaria che hanno i guardacaccia.
M.g.
Il Messaggero Martedì 28 Luglio 2009

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