Non c'è che dire. La Corsa all'Anello sta attraversando un periodo molto complicato che sta portando alle dimissioni dei membri dei comitati di terziere. Dopo l'abbandono del capo priore di Santa Maria Massimo Posati che la scorsa settimana ha lasciato la sua poltrona a Maurizio Venturini è arrivato anche l'annuncio di Marco De Arcangelis, capo priore di Mezule da quattro anni e vincitore di altrettanti anelli (un primato per la Corsa all'Anello) che ha dichiarato di voler lasciare il posto al termine della prossima Corsa all'Anello.
"De Arcangelis - hanno comunicato dal comitato direttivo bianconero - ha manifestato la volontà di dimettersi dall'incarico. Il nuovo capo priore verrà eletto il 28 giugno prossimo. Tale decisione, avvenuta con una votazione all'unanimità, è stata dettata dalla proposta del responsabile di Mezule di procedere all'individuazione del suo successore prima della fine del mandato, senza che ci siano scossoni nel terziere, con l'intento di portare avanti le linee strategiche che hanno contraddistinto l'azione del terziere stesso negli ultimi anni."
Che cosa sta succedendo? Il malcontento che si percepisce tra i terzieri è tangibile e la vicenda doping legata al cavallo di Santa Maria non ha fatto altro che peggiorare situazioni già all'orlo. Anzi, più che la vicenda doping è stato il modo in cui è stata gestita che ha creato un vortice di polemiche che purtroppo hanno creato troppe tensioni tra i contradaioli. Il fatto che il regolamento sia stato applicato a metà dall'Ente Corsa che ha provveduto a consegnare la vittoria in mano al secondo classificato della passata edizione della Corsa (Mezule), ma non ha squalificato il responsabile della scuderia arancioviola ed il cavaliere che montava il cavallo, ha dato vita ad una serie di polemiche tra i contradaioli amareggiati per il fatto che nessuno si curi di far rispettare fino in fondo le regole dando spazio ad una sorta di pericolosa anarchia. Anche il fatto che Santa Maria, puntando i piedi, non abbia consegnato a Mezule l'anello d'argento che gli spettava di diritto è stata vista come una debolezza da parte di chi doveva imporsi per far rispettare il regolamento. Ed è anche la mancanza di regole che probabilmente ha spinto De Arcangelis alle prossime dimissioni che non saranno le uniche nel comitato mezulano

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