Una nuova ed importante scoperta archeologica ha interessato il territorio narnese: sabato scorso, a Nera Montoro, sono stati rinvenuti i resti di un'antica basilica romana, fatto che ha scatenato grande entusiasmo tra gli studiosi. Ad interessarsi del caso è stato il conosciuto studioso locale Alvaro Caponi (scopritore tra le altre cose dell'ormai celebre porto etrusco e cantiere navale di Narni) che ha riconosciuto i resti ed ha immediatamente convocato nella zona del ritrovamento la sovrintendenza ai beni archeologici dell'Umbria che lunedì ha effettuato un primo sopralluogo. L'eccezionale scoperta è avvenuta per caso, mentre alcuni operai stavano lavorando per la sistemazione, nell'area, di pannelli fotovoltaici. Al momento dello scavo hanno ritrovato le pietre e Caponi si è reso subito conto di cosa si trattava.
"Sabato mattina - ha spiegato lo studioso - passando per la zona di Colle Pellea a Nera Montoro, in prossimità della cisterna romana, ho visto tutto il terreno circostante (uno sfacelo estetico) cosparso di sovrastrutture in metallo adibite a sorreggere dei pannelli solari. A nord della cisterna, a circa trecento metri dal cippo prismatico che stava ad indicare un trivio importantissimo di strade che portavano rispettivamente ad Amelia, Montoro e Narni, in un grosso tumolo di terra rimosso per i lavori, ho notato la struttura di una pianta absidale. Le parti meno visibili, quelle ancora interrate, sembrano mura di una piccola basilica di circa 10 metri per 12. Lo spessore di un muro ben visibile è di circa 90 centimetri."
Alla luce della scoperta di Caponi, all'inizio della settimana si è recato sul posto l'assistente della sovrintendente Maria Cristina De Angelis ed è stato avviato uno studio sul ritrovamento. La sensazionale scoperta va a sommarsi al ritrovamento, proprio a pochi metri dalla piccola basilica, della cisterna romana lunga 25 metri, venuta alla luce nel maggio del 2007 tra lo stupore generale. Anche allora si trattò di una scoperta fortuita fatta da alcuni operai che stavano scavando per porre nella zona le nuove condutture del gas. Gli operai, mossero una grande pietra e trovarono il vuoto sotto quella che figurò come una copertura anomala. Subito il fatto scatenò la curiosità dei residenti e degli studiosi del posto, primo fra tutti proprio Alvaro Caponi, che aveva già scoperto il cantiere navale che si trova a 400 metri circa in linea d'aria dai due ritrovamenti a Colle Pellea. Lo studioso si armò di una scala, scese nella "buca" e trovò la cisterna. All'interno di essa vennero poi rinvenuti pezzi di vasi e piatti d'epoca romana, anse di anfore oliarie e d'acqua e pungoli delle anfore stesse, oltre ad una piccola ansa a bucchero di qualche vasetto. Ora, a tre anni dall'incredibile scoperta, è venuta la luce a pochi metri anche la piccola basilica romana. Per adesso la zona è stata delimitata e messa in sicurezza. Sicuramente si continuerà a scavare e chissà quali altri sorprese porterà alla luce il prezioso terreno
Chiara Rossi
Corriere dell'Umbria Giovedì 25 Marzo 2010

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