Chiude l'Ansaldo Fuel Cell a Narni

Un sogno interrotto, svanito proprio nel momento che il "polo delle energie alternative" a Narni stava prendendo sempre più corpo. Ecco come è stata vista la chiusura dello stabilimento ternano della Ansaldo Fuel Cell, che produceva, e lo farà sino a luglio, celle a combustione:
"Questo è un altro segnale dei limiti delle multinazionali - sostiene Raffaele Nevi, consigliere regionale - a me pare che si debba sempre più fare forza sul genio dell'imprenditoria ternana per risolvere situazioni occupazionali, come sta accadendo in questi giorni."nei casi di questi giorni".
Ma la chiusura nel prossimo mese di luglio, anzi tecnicamente sarà una sospensione, sta incidendo ben più che la perdita, dolorosa, di nove posti di lavoro. Roberto Montagnoli, che è segretario provinciale del Pd, lamenta la sparizione di "un'eccellenza, una di quelle su cui si basare il rilancio della nuova industrializzazione del territorio".
E poi è stato anche decisamente poco edificante il come è stata chiesta la chiusura: "Fermiamo per un anno. Poi,vedremo il da farsi". I dirigenti della Ansaldo Fuell Cell di Terni hanno avanzato questa insolita richiesta ai sindacati: "i dipendenti sono solo nove - spiega Alessandro Rampiconi della Fiom Cgil - questo però non cambia la gravità della situazione. Va da sé che una fabbrica dell'innovazione come quella ternana non può chiudere e ripresentarsi il prossimo anno come se niente fosse accaduto".
Ma le richieste strane non sono finite: "Casomai dovessimo riprendere la produzione ci costerebbe meno riassumere altri nove dipendenti che mantenere quelli in forza adesso", è stata la candida richiesta della dirigenza della Ansaldo FC. Insomma un vero e proprio licenziamento dal prossimo primo luglio, quando saranno chiusi i cancelli. Le cellule a combustione dovevano essere il completamento di quanto più innovativo stanno realizzando sul territorio colossi come Terni Research e la Geprogetti&3i, che daranno vita al polo delle energie rinnovabili di Nera Montoro Le celle non hanno avuto la rispondenza attiva che si sperava: per quanto se ne sa non sono stati superati i rendimenti sperati, nonostante gli sforzi ingegneristici profusi.
La cella a combustione doveva essere un elemento intermedio rispetto alla produzione ipotizzata da qui a qualche anno, dell'energia con idrogeno. Non va nemmeno dimenticato che l'Ansaldo Fc è di proprietà della Finmeccanica, azienda con una grande partecipazione azionaria dello stato.
Il Messaggero Venerdì 7 Maggio 2010

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