Dimissioni a Mezule. Il capo Priore Marco De Arcangelis, come aveva annunciato prima della festa, martedì scorso ha lasciato la poltrona dopo aver collezionato cinque vittorie consecutive dell'ambito anello d'argento. Ecco le sue motivazioni.
"Dopo cinque anni di lavoro svolto insieme al terziere - ha spiegato l'ormai ex capo bianconero - ritengo sia giunto il momento di lasciare l'incarico di capo priore. Credo che sia indispensabile lasciare l'incarico un anno prima della scadenza naturale del mandato, rimanendo comunque nel comitato, per alcune ragioni precise che cercherò di dettagliare. In primo luogo, non intendo ricandidarmi alle prossime elezioni del terziere perché ritengo che permanenze lunghe in un organismo siano deleterie e possano accrescere comportamenti fossilizzati, ripetitivi e per niente utili ai fini di un miglioramento continuo, inteso come vera e propria opzione, alternativa e preferibile, rispetto al famigerato e fantomatico salto di qualità. Come ho avuto già occasione di affermare, infatti, secondo me, il cosiddetto salto di qualità è un concetto sbagliato in sé perché sottintende un intervento salvifico in attesa del quale si resta fermi senza fare nulla. Il miglioramento continuo è invece una procedura costante d'intervento su tutti i settori che fa registrare avanzamenti costanti e positivi, perché programmati e condivisi. Basti pensare all'apertura dell'Aquila Nera o all'insediamento della scuderia nell'attuale sito. In secondo luogo, se lasciassi senza aver indicato una linea di prosecuzione, si badi bene non una proposta precisa che spetta al comitato del quale ho profondo rispetto, ma un indirizzo su cui lavorare, ci potremmo trovare a dover affrontare le prossime elezioni con metodi e scontri discutibili, svincolati da progetti definiti e nel segno della discontinuità con un percorso, certamente perfettibile, che però fino ad ora ci ha premiato. Terza ragione, non ritengo di poter essere utile nella discussione con l'Ente, perché ogni mia posizione, ormai, è avversata per punto preso, in seno ad un organismo nel quale sono stato e sono sempre più alieno. Spero di essere stato all'altezza del ruolo svolto - ha concluso De Arcangelis - ribadendo che anche quest'ultimo atto è indirizzato al miglior funzionamento del 'Terziere', scritto con la 't' maiuscola, poiché siamo il terziere più coeso e in grado di risolvere i problemi da solo"
Chiara Rossi
Corriere dell'Umbria Venerdì 28 Maggio 2010

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