Gli ormai fatiscenti edifici storici della città continuano ad infuocare gli animi dei cittadini e a creare vortici di polemiche. Il loro destino rimane ancora oggi incerto e nel frattempo continuano a cadere a pezzi creando pericoli. Stiamo parlando del castello di San Girolamo e dell'immobile Le Grazie, due stabili della storia cittadina che presentano condizioni alquanto neglette e che rischiano il crollo.
Il maniero, da anni al centro di promesse di vendita che non si sono mai concretizzate, è stato inserito tra i progetti relativi al Puc 2, ma il suo destino appare misterioso ed i cittadini cominciano ad aver paura che l'acquisto o la ristrutturazione del castello sia solo una chimera. Lo stesso discorso vale per Le Grazie, immobile di proprietà del Comune di Roma che si trova lungo la Flaminia e sta cadendo a pezzi, creando pericoli perchè si trova a ridosso di una strada molto transitata. Dopo anni di abbandono, nel 2007, sembrò che si potesse arrivare ad una riqualificazione dello edificio. Il Comune di Roma stipulò un protocollo d'intesa con il Comune di Narni conferendogli il compito di portare avanti un progetto di valorizzazione, fissando un corrispettivo accettabile per la messa a disposizione del bene da parte della proprietà. Il protocollo d'intesa prevedeva che il Comune di Narni si occupasse del recupero del complesso destinandolo ad una pluralità di funzioni, a partire da quella originaria di ospitalità estiva di bambini, fino a destinazioni d'uso più innovative ma complementari come quella di ostello per studenti, di sede di servizi nel campo socio sanitario per il Comune di Roma e di struttura ricettiva che potesse sfruttare al meglio la straordinaria posizione paesaggistica del complesso.
Da allora calò il silenzio fino a quando, lo scorso anno, arrivò la notizia che l'amministrazione capitolina aveva deciso di affrontare in via definitiva la dismissione di un sostanziale patrimonio immobiliare cominciando da quelle alienazioni che riguardano aspetti a forte impatto sociale come le case popolari ed avendo già in mente la possibilità di avviare trattative dirette per la vendita di beni posseduti in altri comuni e non utilizzati. Tra questi beni c'erano Le Grazie. Non resta che attendere novità sulla questione

Chiara Rossi
Corriere dell'Umbria Giovedì 17 Giugno 2010

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