Oltre all'interrogazione comunale del consigliere di Sinistra e Libertà Alfonso Morelli, l'antenna-stazione radio base per cellulari che l'amministrazione narnese vuole costruire su un suo terreno in località Tiro a volo, ha scatenato l'ira anche dei cittadini residenti in quella zona. Una lettera di protesta, è stata inviata da un gruppo di famiglie ma, inspiegabilmente,
"non abbiamo ricevuto alcuna risposta e per questo nei prossimi giorni segnaleremo la vicenda anche alla Procura della Repubblica di Terni perché, potenzialmente, aumenta il livello di rischio da inquinamento per ben tre nuclei famigliari."
A scrivere è Delio Angeletti che, tra l'altro, con l'amministrazione comunale ci lavora da anni e abita proprio a
"59,36 metri da dove verrà costruita la stazione radio base, costituita da cordolo in cemento, palo di supporto di altezza trentatre metri, nove antenne di varie tipologie e dimensioni."
Pur essendo un'area destinata dal Prg ad attrezzature di interesse generale, essa risulta immediatamente adiacente ad una zona residenziale edificata.
"é del tutto evidente che tale atto comporterà un grande aumento, almeno potenziale, del livello di rischio da inquinamento, per la mia salute e per quella dei miei famigliari, dal momento che numerosi studi scientifici hanno appurato la nocività dell'esposizione a determinati valori dei campi elettromagnetici sia in bassa sia in alta frequenza, e che leucemie infantili, tumori del sistema nervoso, tumori mammari sono le patologie indicate da organismi internazionali come possibili conseguenze dovute a questa forma d'inquinamento."
Dalla lettera vengono confermate le posizioni di Sel e di Morelli. In effetti i cittadini non sapevano nulla di tutto questo. E chiedono ora l'accesso agli atti autorizzativi e agli studi che surrogano questa istallazione.
"Vorrei chiedere al sindaco se i diritti di pochi cittadini non sono uguali a quelli di molti e per quale ragione, data la stretta vicinanza del terreno, l'amministrazione non ha voluto nemmeno interpellarci o informarci della situazione che si andava creando. Sta di fatto che questa decisione arreca un danno alla mia famiglia e ne mette a rischio la salute sperando che l'Arpa intervenga per valutarne i rischi, mentre altri, il comune e la società telefonica, guadagnano su questo danno e sulla violazione di diritti, di pochi cittadini, di vivere in salute e sicurezza."
E chi ci abita quei posti li conosce bene. E sa alla perfezione che il medesimo sito nel lontano 1981 fu oggetto di interramento di notevoli quantità di materiali inerti - rivelano i residenti che hanno vissuto in diretta quel fatto - tali materiali finchè rimangono coperti possono risultare innocui, se liberati, ad esempio tramite operazioni di scavo, potrebbero diventare molto pericolosi. Una zona che è stata irrorata per decenni dal piombo ad opera dell'attività del tiro a piattello adiacente. Necessaria, quindi, la bonifica, probabilmente pregiudicata dall'installazione della stazione radio che comporta opere di scavo ed infissione nel terreno che le conferiscono carattere di opera permanente". Se può bastare
Cesare Antonini
Corriere dell'Umbria Domenica 5 Dicembre 2010

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