L'entusiasmo per l'ufficializzazione dell'assegnazione del castello si San Girolamo ad una holding formata da quattro società con a capo l'Istituto di Sostentamento del Clero è stato smorzato da una polemica riguardante la piscina comunale che si trova proprio a ridosso del maniero narnese. Bisogna capire se l'uso pubblico della piscina sarà possibile solo per i prossimi tre anni, dal momento che c'è chi dice che invece l'impianto natatorio rimarrà fruibile dagli utenti anche dopo l'apertura della struttura ricettiva, e se l'amministrazione porterà a termine i lavori iniziati lo scorso anno. Sul bando si legge che
"vista la necessità di realizzare un nuovo impianto natatorio, a seguito dell'alienazione di quello compreso nel complesso del San Girolamo l'amministrazione, poiché necessita di tempo per consentire sia l'individuazione del sito sia la realizzazione di un nuovo impianto natatorio pubblico, si riserva, per un periodo massimo di tre anni dalla data di stipulazione dell'atto di vendita, l'uso pubblico dell'impianto natatorio oggetto di alienazione. Sarà inoltre valutata l'eventualità di affidare la gestione al soggetto aggiudicatario, previa apposita convenzione regolatrice dei rapporti, degli oneri della manutenzione straordinaria dell'impianto (a carico dell'amministrazione ndr), dei servizi connessi e dei prezzi di accesso per l'utenza. Conseguentemente sarà inserita, nell'atto, un'apposita clausola che prevedrà proprio che per tre anni dalla data di stipula dell'atto di vendita, l'amministrazione intenderà riservarsi l'uso pubblico dell'impianto natatorio oggetto di alienazione."

Resta da capire a questo punto se verranno portati a termine i lavori previsti per l'adeguamento dell'impianto natatorio iniziati lo scorso anno (con un finanziamento di 75mila euro è stata rifatta la pavimentazione e gli spogliatoi ndr). Nei prossimi due anni avrebbero dovuto avere luogo lavori inerenti alla legge regionale del 13 febbraio 2007 che indica i requisiti igienico sanitari obbligatori per le piscine ad uso natatorio, imponendo agli enti di adeguare le proprie strutture entro cinque anni a far data dall'approvazione del regolamento della Regione Umbria. L'opera di messa a norma della piscina conterebbe uno stanziamento complessivo di fondi pari a 250mila euro, ma ora bisogna vedere cosa deciderà di fare l'amministrazione

Chiara Rossi
Corriere dell’Umbria Martedì 11 Gennaio 2011

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