Il Palazzo Ducale di Giove cade a pezzi. E invece di essere un gioiello a disposizione di comunità locale e turisti, diventa un vero e proprio pericolo. La vicenda è nota. Il complesso è in forte degrado a causa dell'abbandono da parte del proprietario (un americano) dopo che la struttura è stata messa in vendita tramite asta giudiziaria per far fronte ai suoi debiti. Anche la quarta asta (come le prime tre) è andata deserta. La quinta si terrà il 17 novembre con una base di 2,5 milioni, uno e mezzo in meno della cifra di partenza, inizialmente fissata in quattro. Nei mesi scorsi 11 sindaci dei comuni della zona (oltre a Giove, Amelia, Alviano, Attigliano, Avigliano Umbro, Baschi, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecchio, Otricoli e Penna in Teverina), avevano scritto un appello a Napolitano, Berlusconi, al ministro per i Beni culturali (allora Bondi) e alla presidente della Regione (Marini), chiedendo di trovare
"...il modo e i mezzi per convertire il palazzo in una risorsa per l'intero territorio, trasformandolo in un bene produttore di occupazione e di reddito, a proprietà e gestione privata, ovvero con una sinergia Stato-Regione-Enti locali."
Un appello che non è stato raccolto. Il primo cittadino di Giove ci riprova, pur consapevole
"...che le difficoltà economiche del Paese si sono ulteriormente aggravate."
Ha inviato una lettera al ministro Giancarlo Galan descrivendo di nuovo l'intera situazione e ribadendo che il Palazzo Ducale è ormai abbandonato nella più totale incuria. Ma siccome dai tetti continuano a piovere mattoni e calcinacci, il sindaco Alvaro Parca è andato oltre. Ha infatti inviato una breve ma perentoria lettera al proprietario della struttura, al procuratore della proprietà, al custode giudiziario e al giudice delle esecuzioni immobiliari.
"A distanza di un anno - scrive - torno a rivolgermi a voi non avendo ottenuto né risposta, né interventi di alcun tipo alle ripetute sollecitazioni più volte rivoltevi sia formalmente che informalmente."
Il sindaco fa presente che
"...la situazione dell'immobile si è aggravata ulteriormente rendendo più frequenti le cadute di materiali (tegole, calcinacci, pezzi di mattone) ed aumentando il rischio per l'incolumità dei cittadini."
Parca dunque invita ad intervenire immediatamente per eliminare lo stato di pericolo e avverte che se non ci saranno provvedimenti, esporrà la vicenda alla Procura della Repubblica
"...per eventuali fatti di rilevanza penale che possano essere connessi a tale inadempienza, declinando nel contempo ogni responsabilità"
Corriere dell'Umbria Giovedì 22 Settembre 2011

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