Un ricorso presentato dal terziere Mezule ai probiviri dell'Ente Corsa all'Anello, la decisione diametralmente opposta a quella dell'Ente Giostra narnese presa nei giorni scorsi da parte del Palio del Niballo di Faenza e le elezioni di rinnovo dei comitati di Mezule, Fraporta e Santa Maria fissate per il prossimo 25 settembre. Per la Corsa all'Anello ormai i lavori e le questioni vanno avanti 365 giorni all'anno e ce n'è tanta di carne al fuoco. E gli addetti ai lavori sono pronti ad entrare in un periodo molto duro visto che, dopo le elezioni che nomineranno i 60 nuovi membri dei direttivi dei tre terzieri, si lavorerà per il rinnovo dell'Ente Corsa all'Anello per altri tre anni. Un momento cruciale in cui si rende necessaria una programmazione seria per un'organizzazione ormai cresciuta e maturata da 'Festà a evento di primo piano con prospettive nazionali. Tuttavia rimane sospesa come una spada di Damocle la vicenda della sostanza proibita di cui il terziere Santa Maria ne dichiarò l'utilizzo poco prima della gara dell'8 maggio. L'ultimo aggiornamento su questa vicenda, che non ha prodotto l'applicazione di nessun regolamento interno ma ha fatto scattare l'indagine del nucleo speciale Nas dei carabinieri, è la presentazione del ricorso ai probi viri dell'Ente Giostra da parte del Terziere Mezule. Un documento già consegnato ai tre uomini 'probi' che stanno esaminando le carte e che presto prenderanno la decisione che potrebbe avere l'effetto di mettere in discussione l'operato dell'Ente Corsa all'Anello e di qualche membro del consiglio di credenza (il Cda della Festa) per alcune violazioni di norme dello statuto dell'associazione. Il ricorso ruota attorno ai tanti errori commessi, secondo Mezule che li evidenzia con puntualità con regolamenti alla mano, nella vicenda dell'8 maggio 2011. Dall'utilizzo si sostanze proibite all'applicazione di regole e regolamenti e procedure, anche da parte dei giudici di gara, che la Corsa all'Anello non utilizza. Ad appena 300 chilometri di distanza, poi, il sindaco di Faenza ha disposto la revisione del risultato della 55esima edizione del palio del Niballo, vinta dal Rione Giallo, in seguito all'assunzione di sostanze dopanti da parte del cavallo vincitore della gara. Stesse sostanze che il terziere Santa Maria ha apertamente dichiarato di aver somministrato ad uno dei cavalli vincitori della giostra narnese. Le analisi del doping erano risultate negative ma quella dichiarazione preventiva aveva fatto crescere molti dubbi.
"Per questo avevamo chiesto le controanalisi che però non ci sono state accordate - spiega il capopriore del terziere Mezule Gabriele Chieruzzi - era giusto verificare la regolarità della corsa ma i segretari dell'ente giostra non hanno voluto prendere neanche in considerazione l'eventualità e hanno dimostrato l'assoluta incapacità della gestione della manifestazione e dell'applicazione dei regolamenti."
Ma su questo sembra stia procedendo l'indagine dei carabinieri che presto arriverà a compimento. Strano che una corsa storica simile sia già arrivata a compimento di una vicenda che invece, a Narni, si trascina già da alcuni mesi. Nel frattempo al via le assemblee popolari (Mezule la fa il 13 settembre, Fraporta e Santa Maria il 17) dove i terzieri ascolteranno i contradaioli e raccoglieranno le candidature per arrivare alle elezioni singole convocate per la giornata del 25 settembre al Teatro Manini dove si potrà votare per tutto il giorno
Corriere dell'Umbria Venerdì 9 Settembre 2011

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