"Lo scorso 12 ottobre (vigilia della scadenza di pagamento da parte della società acquirente) - ha spiegato Bruschini - abbiamo assistito a una strana latitanza della società e a una sufficienza del Comune che a mia richiesta di chiarimenti ha risposto che si era in attesa di fissare l'appuntamento dal notaio per l'operazione finale. La cosa mi è parsa strana. Qualcosa cominciava a suonare male, ma comunque c'era sempre la fidejussione che garantiva tutto. Ecco invece uscire fuori dal cilindro ciò che nessuno aveva potuto immaginare. La società acquirente ha affermato: "Causa ritardato finanziamento dell'istituto mutuante, si richiede pertanto la posticipazione del pagamento del prezzo al fine di addivenire al perfezionamento dell'atto entro e non oltre il 20-12-2011
". E questa amministrazione cosa fa? Non attiva la fidejussione, ma concede la proroga. Quella garanzia che era la soluzione ad ogni problema non è stata attivata ed i soldi ed il progetto rimangono ancora una volta virtuali. Attivarla avrebbe permesso di introitare un milione e 700mila euro, il castello sarebbe rimasto di nostra proprietà e non ci si saremmo esposti a nessun rischio economico, essendo i bilanci calibrati su questa somma. Una prima domanda sorge spontanea: a quale fine si deroga ad un dispositivo previsto da un bando di gara? Ma in questo modo non si inficia anche la stessa gara ed i principi su cui si è aggiudica la stessa? Si concede un ingiusto vantaggio con una dilazione non prevista dei termini con delibera di giunta che modifica un atto del consiglio. Inoltre, ed è qui il rischio serio, nella delibera di proroga non viene specificato se la società è ancora un Ati (associazione temporanea d'impresa) o se è la sola srl ad essere interlocutrice ed esecutrice del pagamento con garanzia quindi molto inferiore. Il capolavoro finale - conclude il consigliere - poi è relativo alla nuova garanzia fidejussoria che la nuova società deve produrre entro fine mese, ovvero, scaduta la vecchia garanzia per una settimana, la società è totale proprietaria del castello e il comune non ha nessuna garanzia. Nota fatta rilevare dagli stessi revisori, ma ignorata dalla giunta"
Chiara Rossi
Corriere dell'Umbria Domenica 16 Ottobre 2011



0 commenti
Posta un commento