Per fare chiarezza sulle due centrali a biomasse che sorgeranno in località San Pellegrino, nel Comune di Narni, al confine con Amelia, spiegando in concreto in cosa consistono gli impianti,
"per non lasciare spazio a fraintendimenti o errate informazioni"
, interviene la Calce San Pellegrino Spa, il suo direttore generale Claudio Perghem ed il suo consulente, membro di Confindustria Terni Maurizio Battistelli. Uno dei due impianti infatti
"sorgerà - spiegano - all'interno della Calce San Pellegrino Spa, in territorio industriale, non agricolo come era stato scritto dai giornali. Non si può parlare, inoltre, come scritto dalla stampa, di una potenza di 200 kw. Le biomasse legnose alimenteranno un forno da calce, andando così a ridurre l'emissione di Co2: stiamo convertendo il combustibile di un forno (1 dei 3) da gas metano a biomassa legnosa, assolutamente non inquinante. Sostituiremo 15.000.000 di metri cubi di gas metano, con relativa emissione di circa 20.000 tonnellate di Co2, con circa 32.000 tonnellate di biomasse legnose ed il conseguente azzeramento delle emissioni di Co2 relative al forno interessato. Un investimento di oltre 8 milioni di euro finalizzato al risparmio energetico ed al miglioramento ambientale, premiato anche coni certificati bianchi. Investimento che comporterà un risparmio economico anche a salvaguardia dei posti di lavoro (125 diretti, oltre al vastissimo indotto; fondamentale il rapporto con le Acciaierie di Terni)."
Il progetto è stato presentato dall'azienda al Comune di Narni, Regione, Provincia, vigili del fuoco, Asl 4, Arpa, per le necessarie autorizzazioni,
"rispettando tutte le normative europee, nazionali, i regolamenti ed i piani regolatori."
Per chi temeva l'aumento del traffico dei tir per portare legno all'impianto, è stato assicurato che si sta reperendo il materiale - non verranno abbattuti alberi ma utilizzati scarti puliti - in zona, con una filiera corta e tracciabile. Per chi aveva paventato invece incompatibilità tra le biomasse e il nuovo ospedale comprensoriale, che sorgerà nel terreno di proprietà della Calce San Pellegrino, "non esiste alcun problema": la Calce San Pellegrino ha abbandonato "i gradoni", investendo 5 milioni di euro per il sistema del fornello e galleria. Per quanto riguarda invece l'altro impianto a biomasse che sorgerà in località San Pellegrino, ma nella zona dell'ex molino dell'olio,
"sarà da 80 kw - spiega Enrico Giovannini, presidente di Genera, che lo sta realizzando - in parte verrà utilizzato dall'azienda agricola Castello delle Regine, in parte da Genera, come centro di raccolta di scarti di potature, ramaglie che i cittadini della zona vi potranno conferire e per essiccare la biomassa per produrre pellet."
Corriere dell'Umbria Venerdì 26 Ottobre 2012

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