La Corsa all'Anello ha approvato i suoi bilanci, presentato il programma della 46esima edizione e si è dotata dei regolamenti disciplinari per i suoi eventi oltre a lanciare anche qualche stimolo polemico all'amministrazione comunale.

Domenica pomeriggio l'assemblea generale del popolo, che riunisce i sessanta membri dei tre comitati direttivi dei terzieri si è ritrovata presso la sala consiliare di palazzo comunale. E qualche contradaiolo, intervenendo a margine dell'assemblea, ha rumoreggiato insistentemente circa l'assenza del presidente dell'Ente Corsa che coincide con il sindaco della città, Francesco De Rebotti. Assente il primo cittadino ma anche un suo vice qualsiasi che avrebbe potuto comunque garantire la presenza dell'amministrazione comunale nell'importante incontro.

"Potevano mandare un assessore o chi volevano"

, ha commentato più di qualche contradaiolo stizzito. Il sindaco De Rebotti non poteva essere presente per un impegno che lo ha portato fuori Narni.
Ma al di là della sua comunicazione non è arrivato nessuno che ne avrebbe potuto fare le veci.
In ogni caso lo spettacolo deve andare avanti e il bilancio, consuntivo e preventivo, è stato presentato e approvato dai sessanta all'unanimità.
L'ente giostra stringe un po' la cinghia specie per la difficoltà di reperire sponsor vista la crisi devastante che sta investendo l'Italia ma soprattutto il bacino economico di primo riferimento, la conca ternana.
Meno sfarzi, risparmi e tagli e ottimizzazione delle risorse ma non a scapito di spettacolo, intrattenimento e comunicazione.
Sono finiti i tempi delle vacche grasse ma la Corsa all'Anello non intende ridimensionarsi e punta sugli incassi al campo de li giochi e alle osterie, le prime fonti di guadagno di ente e terzieri.

Proprio per rilanciare piuttosto che mollare la presa, il lavoro si fa sempre più intenso sull'aspetto coreografico, sulla storicità e quindi sul prodotto da offrire che deve comunque crescere di qualità.
Cosi ecco arrivare un regolamento definito dai terzieri stessi che non prevede stavolta solo norme e cavilli ma anche sanzioni a discrezione di giudici e segretari dell'ente organizzatore.
Niente più ritardi nelle partenze dei cortei, niente più comportamenti eccessivi o fuori norma, niente più errori nella presentazione dei costumanti anche in base a numeri e schemi prestabiliti.
Tutte norme che vengono dall'esperienza e finalizzate a produrre sempre maggiore qualità nella rappresentazione anche degli ambienti e ricostruzioni medievali cosi come nelle giornate a tema organizzate dai terzieri oltre a tutto quello che confluisce nei parametri del Bravio, il premio che riconosce il miglior terziere dell'edizione di riferimento.

 

Corriere dell'Umbria Martedì 11 Marzo 2014

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