Che l'altro ieri non sarebbe stata una giornata come tutte le altre, lo si è capito quando in Piazza dei Priori è arrivata una corriera degli anni Quaranta, rossa fiammante, con il suo "imperiale" carico di valige e bauli: da lì è uscito Elio Germano, giovane attore sulla cresta dell'onda, ed allora in molti si sono ricordati, che quella era la giornata delle riprese del film sulla vita di Nino Manfredi, che avrebbero impegnato il Centro Storico.
A "comandare" la macchina da ripresa il figlio Luca, maglietta arancione, molto amichevole, che guidava la numerosissima troupe della Leone Cinematografica, con piglio e competenza: sorrideva a tutti quelli che stavano ad aspettare che le riprese terminassero per tornare a casa. Il Protagonista Elio Germano, invece, s'è un po' scansato; ha raccomandato che nessuno lo avesse fotografato in panni di scena per problemi di contratto ed è stato spesso nella sua roulotte, in attesa di scendere sulla piazza da protagonista.
Cionondimeno ha firmato autografi e scattava qualche selfie. Con molta parsimonia, però, quasi volesse evitare il piccolo bagno di folla che la gente gli voleva tributare. Intanto comunque intorno a lui era proprio la piazza a cambiare. Come il Palazzo Comunale: l'ufficio del sindaco era diventato una barberia, con tanto di commenti salaci dei narnesi; la sala del Consiglio, un tribunale.
Si doveva ricordare nel film il tempo della gioventù di Nino Manfredi, le corse per evitare le bombe degli alleati, il paesino di Castro dei Volsci, in Ciociaria, dov'era nato.
Ma anche le prime apparizioni sulle tavole di un teatro: quello di Narni era stato intitolato per l'occasione alla grandissima Eleonora Duse.
Tutto il materiale "fornito" in abbondanza della città, che cambiava volto, man mano che si doveva "anticare" luoghi e panorami.
Poi sono anche arrivati, direttamente da Roma, sbuffando, una camionetta, una jeep, ed un veicolo militare, originale, americano, del tempo di guerra, mantenute perfettamente: non c'è stato passante che non le ha accarezzate e i due mezzi hanno fatto il loro bell'effetto, diventando quasi quasi, le attrazioni principali del pomeriggio: servivano per far vedere la fine della guerra e l'inizio degli studi di Nino. I narnesi hanno ben accolto questa invasione di campo: i disagi sono stati sopportati perché va detto, gli addetti al set sono stati bravi e professionali.
"Magari ne venissero di produzioni cinematografiche come questa - ha spiegato Marco Mercuri, il vicesindaco, il sindaco Francesco De Rebotti è in ferie - non tanto per la visibilità del nostro centro storico, in quanto la storia si svolge da altre parte, in Ciociaria e poi tutto viene camuffato dagli attrezzisti, ma per il bagno di gente che al nostro commercio non fa mai male. Eh, sì ad avercene."

Marcello Guerrieri
Il Messaggero Domenica 10 Luglio 2016

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