Si va verso la scadenza dei termini per regolarizzare la propria posizione nei confronti dei registri catastali, riguardante le inadempienze in materia di edifici rurali non registrati o non rispondenti più a tali caratteristiche.
Il prossimo 31 ottobre, infatti, scade il termine dei sette mesi concessi dal provvedimento, scaturito dalla legge 31 del 28 febbraio 2008 per l'accatastamento dei fabbricati rurali (immobili per i quali siano appunto venuti meno i requisiti di ruralità).
Entro il 31 ottobre, dunque, tutti i proprietari di fabbricati rurali - che non abbiano più i requisiti per l'esenzione dalle imposte sui redditi e dall'Ici - dovranno presentare la dichiarazione per il censimento nel catasto dei fabbricati.
Del resto, finora, gli edifici rustici che si trovavano nelle zone di campagna venivano spesso classificati in catasto come fabbricati rurali, cioè immobili posti al servizio delle attività agricole.
E i fabbricati rurali sono in pratica esenti dalle imposte sui redditi e dall'Ici, perché il loro reddito si considera compreso in quello del terreno di cui sono al servizio.
Questo regime fiscale agevolato, però, vale ora solo per i fabbricati posseduti dagli agricoltori, in presenza dei requisiti indicati da un regolamento del Ministero delle finanze.
Quando un fabbricato rurale viene acquistato (o ereditato) da chi non è agricoltore (e quindi intende, per esempio, utilizzarlo come seconda casa), non è possibile mantenere la qualifica di ruralità, ed è necessario regolarizzarne la situazione catastale e fiscale.
A Narni, dopo gli accertamenti incrociati effettuati dall'Agenzia del territorio, dall'Agea (l'ente che eroga i contributi agli agricoltori) e dalla Camera di Commercio, erano risultate in tutto 1806 posizioni irregolari, 1681 delle quali per fabbricati rurali che non risultavano nel catasto e 125 che non potevano più essere identificati come tali.
A poche settimane dalla scadenza del termine per la auto-regolarizzazione, dunque, Sergio Bruschini, consigliere del Pdl, ha presentato un'interrogazione urgente al consiglio comunale, cheidendo lo stato dell'arte circa l'adeguamento da parte dei cittadini.
"Non si vuole colpevolizzare o colpire nessuno - afferma - anzi, dare la possibilità di sanare situazioni pendenti o non in regola, che determinano situazioni di incertezza.
Sarebbe però utile sapere dagli uffici comunali dell'urbanistica quanto della situazione narnese è stato sanato e quanto invece è insanabile e, in tal caso, come si intenderà procedere.
Un indirizzo va dato - spiega ancora il consigliere dell'opposizione, Sergio Bruschini - e ne va data conoscenza a tutti i cittadini, onde evitare errori e o incertezza e soprattutto per permettere di sanare ciò che non lo è."
In caso di ritardo nell'accatastamento, ricordiamo, in base alla legge
"è previsto il recupero delle imposte non pagate e l'applicazione delle relative sanzioni.
Una volta scaduto il termine, infatti, l'Agenzia del territorio individuerà i fabbricati e procederà d'ufficio all'iscrizione in catasto, a spese dell'interessato, e al recupero di tutte le imposte arretrate che non siano ancora prescritte.

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