L'associazione narnese "Progetto Paideia" scende in campo contro il contratto di fiume sul Nera ed i relativi progetti che conteranno una serie di opere pubbliche volte alla riqualificazione della zona.
"Bisognerebbe sostituire - hanno spiegato dall'associazione - il termine contratto con quello di risarcimento in modo tale da restituire a madre terra ciò che le appartiene, ossia le gole del Nera, lasciando l'intera zona alla riambientazione a costo zero. É opportuno, inoltre, precisare che una quantità rilevante delle acque del Nera alimentano nel tratto narnese due bacini artificiali e tre centrali idroelettriche. Il ridimensionamento del fiume è in parte compensato dai bacini di San Liberato e Recentino che hanno intercettato rotte migratorie importanti. I due laghi, con ciò che rimane del Nera, costituiscono per la qualità e la quantità di volatili che vi sostano, una delle più importanti zone umide del territorio italiano. Questo aspetto, venne riportato sul documento redatto da alcune associazioni narnesi nel 1995 che parlava della proposta di un 'parco fluviale delle gole del Nerà, con la realizzazione di un'area protetta che potesse fare da volano per un approccio alternativo alle tematiche ambientali ed economiche che vive il territorio narnese. La proposta fu accolta dal Comune di Narni ed il conseguente progetto, elaborato dai tecnici comunali dopo l'approvazione della relativa commissione consiliare e della Regione, fu occultato dall'amministrazione del tempo. Il sindaco Bigaroni, assessore all'epoca dell'affossamento del progetto, nel 2005, davanti ad una platea di centinaia di studenti, prese l'impegno di far rintracciare gli elaborati scomparsi e di riavviare rapidamente l'iter burocratico per la realizzazione del parco. Dopo cinque anni, la promessa deve ancora essere mantenuta. Adesso si parla di contratto di fiume, di bazar delle idee, di percorsi e passeggiate con sosta alle sorgenti delle quali, rimangono solo le cannelle che non danno una goccia d'acqua. Nel vuoto di orientamenti generali ma in presenza di finanziamenti a pioggia della Unione europea, l'importante è disporre in tempi rapidi, di qualche progetto da realizzare altrettanto rapidamente. Poco importa poi se un percorso ciclo - pedonale (opera che fa parte del progetto ndr) viene realizzato accanto a quello esistente da centinaia di anni o peggio, se la residua bellezza del paesaggio viene sfregiata con imbellettamenti, illuminazioni e quant'altro. I progetti a lungo termine, necessari ad una effettiva riambientazione e tutela del territorio sono incoerenti con le sempre più concorrenziali elezioni politico - amministrative che richiedono da parte di chi è 'in carrierà o vuole essere riconfermato, decisioni rapide e realizzazioni immediatamente visibili. Il 'fare' per fare carriera ha prodotto una crescente quantità di amministratori che non amministrano più nulla, salvo se stessi. E le conseguenze - hanno concluso dall'associazione - sono la privatizzazione dei servizi ed un territorio, in questo caso quello narnese, totalmente fuori controllo, nel quale i fenomeni più evidenti sono le torri civiche usate per installare ripetitori, le molteplici cave, la progressiva cementificazione in deroga ai piani regolatori e la proliferazione di parchi fotovoltaici su territori agricoli di pregio"
Chiara Rossi
Corriere dell'Umbria Mercoledì 14 Luglio 2010

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