Lezione  dell'Ing. Fortunati Giuseppe a palazzo Eroli per Università delle tre età su:

“La Narni dei Cardinali tra il 1371 ed il 1860”
La nostra storia degli ultimi cinquecento anni .



La lezione si è incentrata sulle ricadute sia a livello urbanistico che a livello sociale , che il passaggio dal libero Comune al “Governo dello stato pontificio “ ha comportato nella città di Narni , dall’Avvento del Cardinale Albornoz , con la costruzione della Rocca di Narni , ai Cardinali Sacripante , che portarono a Narni oltre a opere di culto e miglioramenti nelle chiese e conventi, nuove fabbriche e opifici , come la fabbrica della lana, i mulini per la follatura e le ferriere.

In particolare abbiamo parlato Del Cardinale Eroli e del movimento Francescano che portò grandi opere d’Arte in quasi tutte le chiese di Narni e delle magistrature Narnesi che imposero Podestà e capitani del popolo in importanti città come Roma e Firenze , amministrando tali grandi città anche da un punto di vista legale , con avvocati e notai oltre che con valenti uomini d’armi .
In tale periodo emerge particolarmente al figura della famiglia Cardoli che imparentandosi con le discendenti del Gattamelata portarono nuova linfa economica nella nostra città ed in particolare con Antonia e Franceschina diedero nuova forza alla famiglia Cesi da cui verranno ben 5 Cardinali.
I palazzi di Narni testimoniano questo passaggio epocale specialmente lungo due strade principali , l’Attuale Via Mazzini , tra piazza dei priori e piazza Galeotto Marzio , con i palazzi dei Cardoli degli Arca e degli Scotti oltre che con gli opifici dell’Istituto Beata Lucia , e la “strada nuova “ attuale via XX settembre che vide prima palazzi importanti e costruzioni come l’Ospedale e i palazzi Risi e di vari Vescovi e seguaci di San Bernardino da Siena , poi la nuova costruzione della  attuale "via Vittorio Emanuele",  voluta dal papato e realizzata a sbalzo con la grande "lapide della Memoria" che ricorda tale evento.
Ci siamo in particolare soffermati sul Palazzo del Podestà, sede nel periodo interessato del vicario pontificio e come ricordano le lapidi, di ben otto Cardinali. Altre testimonianze sono i molti fregi ancora in parte nascosti sotto il bianco e rosso degli intonaci, delle sale del consiglio comunale . Per poi vedere nel dettaglio il palazzo Scotti con i suoi affreschi ed i molti stemmi , che oltre ai  simboli Papali e cardinalizi, riportano anche uno stemma bipartito che ci porta ancora alla famiglia Cardoli .
Abbiamo poi parlato di Palazzo Arca Orsini e dei vari palazzi Cardoli presenti nella via Mazzini e del grande opificio dell’istituto Beata Lucia , con cenni sull’importanza dell’acqua per la produzione della lana e delle concie che la famiglia Sacripante aveva istituito anche in ricordo della tradizione familiare.
Molto altro è stato accennato e vista l’importanza delle ricerche svolte , ci è stato chiesto di programmare un nuovo incontro per sviluppare momenti di approfondimento relativi a tale periodo.

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