Una grande folla di cittadini ha assistito ieri mattina alla presentazione dell'Agrivillage (il centro espositivo permanente del made in Italy alimentare, che sorgerà tra San Liberato e Nera Montoro), che ha avuto luogo presso la sede del Pd di Narni Centro, alla presenza della coordinatrice Giulia Guerrieri, del sindaco Stefano Bigaroni e del progettista Luca Bastagli, che ha illustrato nei minimi particolari la struttura e le sua potenzialità.
Il progetto venne presentato per la prima volta nel 1998 e doveva essere finanziato dagli enti pubblici; poi venne tutto accantonato, finché non si sono interessati del grande investimento alcuni imprenditori privati che hanno potuto rendere reale la progettazione.
L'Agrivillage, i cui lavori dovrebbero partire a breve, verrà inaugurato, se tutto andrà come previsto, nel Natale 2010 e, costituendo un investimento di circa 100 milioni di euro, metterà in campo 500 posti di lavori, dando una spinta vitale al mondo occupazionale cittadino.
Nella Penisola saranno solo quattro gli Agrivillage (oltre a quello narnese ne sorgerà di sicuro uno ad Asti e uno in Basilicata) e la presenza del centro espositivo nel territorio narnese si può considerare come una grande occasione di rilancio per la città.
Nell'Agrivillage troveranno spazio i prodotti tipici dell'Umbria, delle Marche, del Lazio e della Toscana che rappresenteranno il made in Italy del Centro Italia.
All'interno della struttura, che architettonicamente avrà le sembianze di un borgo storico, ci sarà anche uno spazio per il servizio produttori e zone dedicate completamente alle università di settore, che potranno svolgere master sulla cucina e sui prodotti tipici.
Una parte dell'Agrivillage sarà poi dedicata al settore alberghiero, con la realizzazione di alloggi.
A questo proposito sono stati già stretti importanti contatti con un tour operator degli Stati Uniti, che si occuperà di portare nella struttura i cittadini americani che avranno la curiosità, il desiderio e la possibilità di imparare a cucinare all'italiana.
Per loro sono previsti interessanti corsi di cucina che, come ovvio, avranno come punte di diamante la pasta e la pizza.
Il progettista, che è lo stesso che ha dato vita all'outlet di Valmontone - che oggi conta circa 850 dipendenti - è apparso molto entusiasta della nuova struttura, che verrà messa in piedi in poco più di un anno grazie a finanziamenti di privati (i finanziamenti che arriveranno dal pubblico verranno utilizzati per sostenere i produttori).
Non resta che attendere il taglio del nastro per capire se tutte le ambiziose previsioni diventeranno una splendida realtà
Chiara Rossi
Corriere dell'Umbria Domenica 15 Febbraio 2009

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