Giornata di studi Narni, un complesso perduto: San Bernardo Un complesso ricostruito attraverso le fonti primarie, le opere d’arte, la memoria collettiva.

COMUNICATO STAMPA Grande affluenza alla Giornata di Studi tenutasi il 25 Aprile presso il Museo della Città e del Territorio in Palazzo Eroli dal titolo Narni, un complesso perduto: San Bernardo. Un complesso ricostruito attraverso le fonti primarie, le opere d’arte, la memoria collettiva.

Il convegno organizzato da Sistema Museo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Narni, il Centro Studi Storici, La Fondazione Cassa di Risparmio Terni e Narni, e L’ente Corsa all’Anello ha visto protagonisti i quattro relatori che, affiancati da una ricostruzione multimediale in 3D curata da Roberto Pileri, hanno presentato, in maniera puntuale e coinvolgente una ormai quasi dimenticata parte della storia locale narnese.

Il convegno è stato accolto con grande partecipazione e curiosità dai cittadini narnesi che sono stati salutati dalle autorità comunali proprio all’inizio dei lavori.

L’assessore alla Cultura Francesco Derebotti ha manifestato la sua più completa adesione ad una importante giornata di studi dedicata alla storia locale. Il coordinatore dei lavori Prof. Roberto Stopponi ha dato la parola in apertura alla Dott. ssa Chiara Coletti che ha puntualmente illustrato le istituzioni ecclesiastiche e la vita religiosa a Narni tra il XVII e il XVIII Secolo.

E’ stata poi la volta del Dott. Alessandro Novelli il cui intervento ha sottolineato l’evoluzione storica ed architettonica del Complesso di San Bernardo. Dopo una breve pausa pranzo con degustazione di prodotti tipici locali, cortesemente messa a disposizione dall’Ente Corsa all’Anello, è stato il momento di ascoltare l’intervento sempre affascinante e coinvolgente della Dott. ssa Lucilla Vignoli sulla decorazione pittorica della Chiesa di San Bernardo.

Dopo la ricostruzione scientifica basata sulle fonti è stato il momento della ricostruzione vera e propria della “memoria collettiva” della struttura che, anche se perduta completamente, reca una traccia indelebile in chi ha potuto apprezzare tale ricchezza artistica prima della sua definiva distruzione che avvenne nel 1962.

E’ intervenuto quindi il Dott. Gianni Giombolini che ha raccolto dopo lunghi studi una serie di interviste incredibili che hanno fatto rivivere il complesso perduto attraverso una serie di appassionati racconti e testimonianze.

Uno degli spot del Museo Eroli è “il dove e l’altrove”. Questa è stata una giornata che ha voluto raccordare il contenitore museale alle opere in esso conservate, reinserendolo nel contesto vivo e attivo della città di Narni e collegandolo necessariamente alla sua storia e agli uomini che di quella storia fanno parte.

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