É stata riaperta al culto la celebre abbazia di San Cassiano. Da qualche giorno nella storica struttura religiosa narnese sono arrivati alcuni membri di un'associazione brasiliana chiamata "Provvidenza Santissima" che opera da tempo anche in un santuario situato in Calabria.
Nell'abbazia benedettina abitano due sacerdoti, due laici e due suore che gestiranno le attività dell'abbazia e garantiranno in maniera seria e meticolosa l'apertura e la cura della struttura. L'abbazia è un grande punto di riferimento sia per la vita religiosa che per il turismo narnese ed il fatto che avesse chiuso aveva creato malumori e disagi.
Ecco un breve riassunto di cosa è successo negli ultimi "tormentati" anni della storia della struttura religiosa. L'abbazia aveva chiuso i cancelli nell'aprile del 2009, quando i monaci ortodossi, ai quali l'anno prima la Curia aveva affidato la cura e la gestione dell'abbazia, avevano deciso di lasciare la struttura a causa di alcuni disagi legati alla loro regola. La presenza dei religiosi contemplava infatti anche la coltivazione di appezzamenti di terreno, mansione portata avanti per tradizione dai monaci ortodossi. La zona impervia in cui si trova l'abbazia, circondata da boschi ed in un terreno roccioso, fece in modo che le coltivazioni avessero vita piuttosto breve.
 I monaci ortodossi, quando decisero di gestire le attività dell'abbazia, non tennero conto delle caratteristiche del terreno che circonda la struttura e le poche coltivazioni messe in pratica, fruttarono poco e per breve tempo, costringendo i religiosi a lasciare l'abbazia per recarsi in luoghi che avrebbero permesso il rispetto delle loro tradizioni agricole. L'abbazia da allora è rimasta chiusa tra l'amarezza generale della cittadinanza narnese.
Solo qualche mese fa è stato dato l'annuncio che la Curia, dopo aver effettuato meticolose ricerche, aveva individuato i nuovi religiosi che avrebbero ridato vita alla storica struttura ed alle sue tradizionali attività religiose. Si trattava proprio dei membri dell'associazione che ora gestisce la struttura che dopo aver ottenuti i vari permessi si sono insediati nello storico edificio cittadino. L'abbazia, dopo la partenza nel 2007 del monaco benedettino spagnolo Narciso Casanova, che si era insediato nella struttura dalla metà degli anni Novanta, organizzando numerose attività e facendo vivere al luogo di culto un momento di grande splendore, ha vissuto un periodo non proprio tranquillo a causa di continui "cambi di gestione". Si spera che la congregazione riesca a ridare il lustro che merita alla struttura che, tra le altre cose, nel 2006 è stata inserita nella rete europea dei siti di culto, progetto nato per incentivare forme alternative di turismo religioso e culturale che è stato chiamato "Monopi" e che è stato promosso dalla Regione Umbria. Il progetto è stato inserito in un programma di cooperazione europea che oltre a san Cassiano comprende anche San Felice, che si trova a Giano dell'Umbria e Sant'Eutizio, che si trova a Preci.

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