Interventi di Pulizia a Narni e Frazioni

Il Comune, in sinergia con l'Asit e con la cooperativa San Martino, che impiegherà i suoi rifugiati politici, ha previsto un programma straordinario di interventi di pulizia nel centro storico, a Narni Scalo e nelle frazioni.L'intervento prevede la pulizia ed il taglio delle erbe infestanti nei centri abitati e nelle zone limitrofe, lo sfalcio dell'erba nelle cunette e la pulizia delle caditoie e delle piazzole ecologiche.Il programma si integrerà con le attività ordinarie di spazzamento e pulizia sia manuale che meccanizzata che avvengono settimanalmente sia in città, che allo Scalo, che nelle frazioni.

Le attività sono iniziate ieri mattina ed andranno avanti fino alla fine di novembre, seguendo un calendario che riguarderà tutto il territorio narnese. Oltre al centro storico, in cui l'intervento è previsto dall'8 al 17 ottobre ed allo Scalo, dove le attività sono iniziate ieri e termineranno domani, il programma sarà rivolto alle frazioni di La Quercia, Capitone, Gualdo, Guadamello, San Vito, Itieli, Altrocanto, S. Urbano, Borgata, Montoro, Nera Montoro, Ponte San Lorenzo,Taizzano, Vigne e Stifone.

Gli interventi andranno incontro alle esigenze del centro e delle frazioni che spesso presentano problemi di igiene urbana e verranno ripetuti in maniera mirata ogni due mesi circa, al fine di garantire maggior decoro urbano.
La messa in pratica del programma, è stata resa possibile dall'Asit e dalla cooperativa San Martino, alla quale l'Amministrazione ha affidato circa ml mese fa la realizzazione del progetto "Verde pubblico e spazzamento" fino al 2014, attraverso l'utilizzo di borse di lavoro attive per i rifugiati, finanziate con i progetti ministeriali Fai ed Hope, rivolti all'integrazione dei richiedenti asilo.

Il progetto prevede una spesa annua di 54.850 euro, finanziati in parte con le borse lavoro già a carico del progetto Hope (28.350 euro) ed in parte a carico del Comune (20.000 euro), con un cofinanziamento di 6.500 euro da parte dell'associazione San Martino. Il progetto era partito in via sperimentale nel 2010 e visto l'esito positivo era stato poi riconfermato nell'anno seguente al fine di aiutare i rifugiati ad integrarsi con il territorio e dare loro opportunità di formazione e lavoro.

Corriere dell'Umbria Giovedì 4 Ottobre 2012

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